“Una metafora di resistenza “intergenerazionale” del teatro, di teatranti attaccati allo scoglio della meraviglia nonostante tutto, nonostante le avversità, come i “vinti” di Verga”
Francesco Pederielli – giornalista.

L’Italia è un Paese teatrale. Un Paese dove tutti gli avvenimenti della vita dai più umili ai più solenni dai più quotidiani ai più importanti vengono “teatralizzati”. L’Italia è un Paese che vive in piazza dove parla grida lotta muore vince perde ride piange…
E l’Italia quest’anno festeggia i Centocinquantanni dell’Unità.

Da qui è nata l’idea di raccontare la Storia dell’Italia Unita (1861/2011) attraverso una compagnia di attori – una di quelle che si chiamavano “Compagnie di giro” (in gergo ‘scavalcamontagne’ appunto).
Nel microcosmo della Compagnia si riflette il macrocosmo della società con le sue tensioni e le sue trasformazioni. La Storia entra nelle storie dei personaggi e le cambia a volte le violenta. Il privato si intreccia al pubblico in una fusione inestricabile.

Raccontare la Storia d’Italia attraverso il teatro però ci ha anche permesso di vedere in controluce dietro i ‘fatti storici’ gli archetipi universali all’opera: “ogni gesto che fate ripete un modello divino” scrive Cesare Pavese.

E così possiamo vedere l’archetipo del passaggio dal re per diritto divino attraverso la dittatura alla democrazia; o la città appestata a causa di quegli stessi liberatori che avevano cacciato la Sfinge; il tempo di Amleto e della incapacità di decidere che produce catastrofi senza senso.
Ma soprattutto la lotta mortale tra due fratelli che non si sono riconosciuti.
In tutta la Storia d’Italia opera questo archetipo.

Così la storia della Compagnia è anche la storia della lotta tra Capocomico e Primattore che si contendono la Primattrice e attraversano tutta la Storia dell’Italia Unita in lotta tra loro. Ma alla fine forse proprio quando sembra che stia per sfasciarsi tutto e il Paese dividersi di nuovo proprio il racconto della storia permette di vedere più avanti e superare il conflitto tra fratelli perché siamo “Fratelli d’Italia”.

Fatti storici raccontati nel testo: Unità d’Italia (1861); Roma Capitale (1871); moti di Milano (1898); assassinio del Re Umberto I (1900); Prima Guerra Mondiale (1915/1918); Biennio Rosso (1920/1921); Nascita del Fascismo (1922); Seconda Guerra Mondiale (1940/1945); Referendum Istituzionale (1946); nascita della Repubblica Italiana (1948); Il Sessantotto (1968); Strage di Piazza Fontana (1969); strage di Piazza Loggia e Strage del treno Italicus (1974); Anni di Piombo (1975/1980); rapimento e assassinio dell’Onorevole Aldo Moro (1978); Strage della Stazione di Bologna (1980); Caduta del Muro di Berlino (1989); Torri Gemelle –Twin Towers (2001); il 2000.

Spettacoli contenuti nel testo: “Italia Nascita di una Nazione”; “Orestea”; “Strage di Stato”

Lo spettacolo prosegue la ricerca di Studionovecento sul teatro collaborativo. Attraverso le scelte del pubblico si costituisce in modo ogni sera diversa la sequenza delle scene dello spettacolo.

progetto drammaturgia e regia marco m. pernich
assistente alla regia Luca De Zan

musiche dal vivo eseguite ed arrangiate da Matteo Carminati e Gianrico Agresta

scene di Luca De Zan – Simone Cassamagnago – Alice Paravati – Agnese Pomo
(con la collaborazione del laboratorio di Scenografia di STN-Studionovecento) da un’idea di marco m. pernich
Main theme “September Steps” di Carmine Emanuele Cella
attrezzisti Andrea Raffa – Giuliano Torquati
promozione e distribuzione Marzia Dolci